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SINTESI MONO
Valvole utilizzate : E80CC SQ, 2 x 6SL7, 2 x 300B, 6X5 GT - per ciascun canale
Progettato e terminato alla fine di Febbraio 2007, questo sistema è stato suddiviso in due telai perfettamente identici per motivi pratici e, fattore piu' importante, tecnici. Suddividendo i pesi si agevola sicuramente lo spostamento ed il posizionamento di decine di chilogrammi di "ferro" e componenti vari, con gran sollievo dei ripiani di appoggio e della schiena del (fortunato?) possessore; la diafonia fra i canali destro e sinistro e la separazione stereo non sono sicuramente un problema; il posizionamento dei trafo di alimentazione rispetto a quelli di segnale è stato studiato piu' accuratamente e quindi minime sono le interferenze reciproche, cosi' come piu' accuratamente sono stati studiati i percorsi di massa delle varie sezioni amplificatrici, a tutto vantaggio della reiezione ai disturbi elettromagnetici che sempre sono in agguato, pronti ad essere captati in circuiti ad alta impedenza come normalmente sono i valvolari.
Si tratta (anche in questo caso, poichè lo amo particolarmente per le prestazioni raggiungibili) di un circuito pushpull "vero" , cioè dallo stadio di ingresso fino al trasformatore di uscita. Il segnale proveniente dal preamplificatore viene applicato ad un trasformatore di ingresso, un pregevole componente professionale e vintage progettato dalla americana ADC per applicazioni militari e broadcasting, resinato e blindato in MUmetal, con rapporto di trasformazione in salita, che opera lo sfasamento nei due poli e li trasferisce alle griglie della prima valvola, un doppio triodo E80CC; qui il segnale subisce una prima amplificazione per poi essere inviato ad un doppio SRPP di 6SL7, uno stadio super performante che, oltre ad amplificare ulteriormente in tensione fino a superare i 300V picco picco, amplifica anche in corrente, per poter spingere in griglia positiva le 300B e farle lavorare, quando serve, in classe A2. Grazie ad un trasformatore di uscita avvolto "ad hoc" per questo circuito, questi finali riescono ad erogare oltre 22 Watt RMS in classe A e superano i 30 Watt in classe AB. Nessuna forma di controreazione generale uscita - ingresso è presente.
L'alimentazione è molto curata. Il trasformatore principale, il grosso monolite nero che si vede sulla sinistra, eroga l'alta tensione per l'anodica e, tramite due secondari sdoppiati, la bassa tensione per i filamenti delle valvole. Un problema da risolvere per allungare il piu' possibile la vita delle finali, è quello di tenere sotto controllo la corrente che vi scorre all'interno quando si accende l'apparecchio; se in questo delicato momento la tensione negativa di griglia non è a regime, il flusso di corrente che si viene a creare è elevatissimo, procurando un notevole stress alla valvola. In un circuito a bias fisso come questo, in cui cioè la tensione negativa di griglia viene ottenuta con l'ausilio di un apposito alimentatore, una soluzione valida, che io stesso ho utilizzato in passato, può essere quella di collegare la tensione anodica in ritardo, tramite un apposito circuito temporizzato, quando tutte le altre tensioni sono al loro giusto livello; oppure si può utilizzare, come in questo caso, un metodo "naturale", efficacissimo: basta utilizzare per i filamenti delle 300B, che funzionano a 5 volts, dei secondari a tensione piu' alta, diciamo 6-8 volts, e far cadere la tensione eccedente su una resistenza di opportuno valore; poichè a freddo il filamento ha una resistenza bassissima, il carico offerto è elevato, e quindi la caduta di tensione sulla resistenza è anch'essa elevata (ripassare la legge di Ohm, please) : praticamente la tensione di filamento raggiunge il giusto livello di 5 volts in una manciata di secondi, quando già le altre tensioni, la negativa di griglia soprattutto, sono al giusto valore.
Il punto di lavoro delle valvole finali viene settato variando la tensione negativa di griglia tramite i potenziometri multigiri situati sulla parte anteriore sinistra dello chassis; un piccolo deviatore ed un connettore trasferiscono all'esterno una piccola tensione (millivolts) che cade su due resistenze di precisione da 1 ohm , situate una su ogni ritorno di catodo; questa tensione è direttamente proporzionale alla corrrente che scorre all'interno delle valvole finali (100 mV = 100 mA) è può facilmente essere misurata, utilizzando un apparecchietto - BIAS TESTER - fornito a corredo. Non vi è quindi la necessità di avere valvole finali perfettamente identiche (anche se ciò è sempre auspicabile) e comunque, bisogna considerare che la loro identità iniziale se ne va a pallino dopo un certo periodo di uso, a causa degli inevitabili assestamenti elettrici e meccanici ( occhio che però migliori le valvole, maggiore costanza di prestazioni...)
Altri due trasformatori, resinati e blindati, sono presenti all'interno dello chassis per , come già accennato, gli alimentatori delle tensioni di griglia e la tensione di filamento delle valvole "alte" dello SRPP. L'alimentazione è ibrida: fa uso sia di diodi veloci con snubber RC per lo stadio di potenza, seguiti da un pigreco CLC, che di una raddrizzatrice a riscaldamento indiretto 6X5 per gli stadi di preamplificazione, ognuno con il loro pigreco.
La componentistica utilizzata è di alto livello, con condensatori elettrolitici PHILIPS e ROE ad alta temperatura di lavoro, condensatori non polarizzati WIMA ed EPCOS, resistenze di precisione a strato metallico dove necessario e non induttive wattate nei punti di lavoro piu' gravosi. Cablaggio in argento isolato iN teflon per il segnale, rame isolato in silicone per le alimentazioni. Lo chassis è tutto amagnetico, fa uso di alluminio spazzolato finemente per i pannelli superiori ed inferiori, e di alluminio di circa 3 millimetri di spessore anticorrosione per i pannelli laterali e per le traversine di rinforzo interne, indispensabili per dare rigidità al'insieme e sostenere gli elevati pesi dei trasformatori. Sul pannello posteriore sono presenti la presa RCA di ingresso, ad alto spessore di doratura, i connettori per gli altoparlanti, enormi e capaci di accogliere grossi cavi o banane da 4 mm, la presa del cavo di alimentazione, comprensiva di filtro di rete, ed il portafusibile generale.
DATI TECNICI
22 watt RMS in classe A , oltre 30 in classe AB carico di 8 Ohm
25 watt RMS in classe A su carico di 6 Ohm
Risposta in frequenza : 25 Hz - 23 Khz @ -3 dB
Sensibilità di ingresso : 1,2 volt RMS per la massima potenza
Impedenza di ingresso: 50 KOhm
Massimo segnale applicabile alle griglie delle 300B : circa 300 volt picco - picco
Disorsione : 2,5 % circa a massima potenza @ 1 kHz - 5 % circa a massima potenza @ 30 Hz
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CONSIDERAZIONI GENERALI SULLE PRESTAZIONI
Parlare del suono di questi apparecchi sarebbe di parte, le orecchie sono solo mie ed attaccate alla mia testa dalla nascita, hanno sensibilità ed esperienze musicali che, pur probabilmente simili alle esperienze di altri della mia generazione, rimangono tuttavia uniche. Però, credo che un paio di cose si possano dire, senza tema di smentita: la dinamica ottenibile da un push pull ben bilanciato come questo, (e, per favore, non insistiamo nel confondere dinamica con potenza massima) , utilizzante triodi puri in tutti gli stadi, è sicuramente superiore ad un push pull utilizzante tetrodi o pentodi, ed almeno pari a quella sfoderata da un ottimo monotriodo ben progettato: rispetto a quest'ultimo offre sicuramente una capacità di pilotaggio del carico, anche difficile, e di smorzamento superiori. Oltre tutto, 20 - 30 watt a triodi per canale, in un normale ambiente domestico, sono piu' che sufficienti per smuovere qualsiasi diffusore: i miei diffusori personali sono elettrostatici, quindi particolarmente ostici, ma anche con questi il "casino" è tanto...
Una volta accesi, si rimane per un po' sconcertati: possibile che non si senta il minimo rumorino o ronzio dagli altoparlanti? E' saltato il fusibile? Si è rotto qualcosa ? Niente di tutto questo, è solo il circuito che è silenziosissimo, merito anche dell'isolamento offerto dal trasformatore di ingresso, che rompe gli eventuali loop di massa che normalmente si formano con gli apparecchi a monte. Una volta in temperatura (un minutino) la musica comincia a scorrere fluida, con una gamma media eccellente, una alta ed altissima fresche e presenti come solo i migliori finali a transistor sanno fare, senza però averne gli eccessi, ed una bassa che sicuramente farebbe ricredere chiunque affermi che la 300B ha il basso troppo lungo o mollaccioso: forse costoro hanno ascoltato sempre macchine poco "pensate" o costruite con eccessivi compromessi, non hanno mai avuto la fortuna di sedersi davanti ad un paio di Klimo Beltaine...
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