Autocostruzione
Cavo Segnale Litz-Anti-Interconnect


Di cosa si tratta: Cavo di segnale Anti-Interconnect , tipo Litz

DESCRIZIONE:
Questo cavo nasce dal reperimento tra i miei "residuati elettrici" di due spezzoni di cavo avanzati a seguito della riduzione ( che si effettua naturalmente svolgendo a mano alcuni metri di cavo ) di una Bobina Intertechnic Hyperlitz, da 0,11 a 0,08 .Avendo quindi a disposizione tali cavi, con isolamento in smalto, con geometria Litz ( n 7 cavetti solid core avvolti strettamente) ho pensato di realizzare dei cavi di segnale della tipologia anti-interconnect, che sono formati da un filo di rame smaltato rigido per il polo positivo e da un altro, il negativo, identico, ma avvolto a spirale ad una distanza di alcuni mm, attorno al positivo, (le foto spero siano di aiuto per comprendere quanto qui riferito a parole) applicando però appunto la variante del filo Hyperlitz che dovrebbe garantire una notevole estensione in alta frequenza ed un certo "peso" nelle altre ). Il cavo così realizzato è stato terminato con pin rca non troppo massicci, i Neutrik in "versione base", per garantire una certa snellezza e leggerezza all'insieme, concetti che sembrano essere il cardine elettro-meccanico del progetto. Devo dire che nutrivo qualche perplessità sul risultato sonico di questo strano cavo, basandomi sul fatto che da sempre il cavo di interconnessione hifi è stato disegnato come possente, con spessori quasi sempre non minori di un dito, con connettori che spesso faticano ad entrare nei normali ingressi di CDP ed Ampli, che rischiano spesso di toccarsi o che ne impediscono addirittura l'inserimento, ma devo dire che mi sono dovuto ricredere. Il costo del cavo, dato il carattere di riciclo, è praticamente nullo, se si eccettuano i connettori che ho pagato 2/3 euro ciascuno.

SCHEDA FOTOGRAFICA:










IMPRESSIONI:
A prescindere dalle pur notevoli doti, emerse anche al primo ascolto, (tutte le gamme sono riprodotte senza caratterizzazioni, con notevole impatto, dinamica e rigore timbrico, con una estensione piuttosto naturale, non forzata, sia in gamma bassa che in quella medioalta) la cosa che stupisce maggiormente,stando alla mia non breve esperienza, è la sensazione che il suono sia meno ri-prodotto, scaturendo più naturalmete dagli altoparlanti con un notevole effetto presenza; direi che il suono sembra sempre "live", ma non è un suono monitor, anzi la musica, pur estremamente coinvolgente, non è affatto proiettata in avanti, ma si caratterizza per una profondità e larghezza della scena non sempre facile da raggiungere con altri cavi. Inoltre ho potuto ascoltare a livelli piuttosto sostenuti molti CD "commerciali" di varia natura senza avvertire troppo il fastidio della riproduzione "digitale". In pratica il ns "nanetto" ha esibito una performance di tutto rispetto evidenziando quel particolare talento che, pur anche volendo prescindere dalla mera prestazione tipicamente "hifi", rende l'ascolto della musica naturalmente piacevole e vicina al concetto di realtà che le nostre orecchie ci indicano come riferimento (ad es. quando tra il suono di una banda scalcinata di paese che ci passa davanti ed il suono pur sempre "riprodotto", anche se in modo corretto, dal nostro costoso e brillante impianto hifi, ci fanno riconoscere senza dubbio alcuno il primo come vero e reale). Resto a disposizione di chiunque abbia curiosità per l'oggetto qui descritto al solito indirizzo : telesforococchini@hotmail.it

Articolo di: telesforo mail: telesforococchini@hotmail.it
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