Autocostruzione
HITACHI RELOADED


Di cosa si tratta: Amplificatore finale a Mosfet

DESCRIZIONE:
Salve a tutti. Si tratta di un finale vagamente "vintage" utilizzante i mitizzati (a posteriori!) mosfet Hitachi J50/k135 in contenitore TO3, da tempo fuori produzione, mentre il circuito è il classico schema "Hitachi" utilizzato in origine dalla casa giapponese per i suoi amplificatori e successivamente riproposto con poche modifiche da costruttori blasonati come Perreaux o in kit per il grande pubblico, come lo FT15 di Futura Elettronica, presente anche su questo sito in varie realizzazioni. Trattasi quindi di uno schema straconosciuto, semplice e soprattutto, generalmente, "bensuonante" L"ispirazione per la realizzazione l"ho avuta dalla lettura di due articoli apparsi sui numeri 98 e 105 di Costruire HIFI a firma Alberto Maltese dove l"autore elencava con dovizia pregi e difetti della circuitazione originale e le modifiche da realizzare per migliorarne le prestazioni sonore, lo stesso autore proponeva poi, nel numero 112, un suo progetto in cui il circuito originale veniva completamente stravolto. Io, in questa realizzazione, mi sono attenuto alla versione più simile all'originale Hitachi e, disponendo di una più che buona "base" costituita dal un finale da me a suo tempo realizzato e che, da qualche anno, riposava ingloriosamente in soffitta, cioè il MOS 120 proposto dalla Digitex (ditta che molti ricorderanno, era una miniera di componenti, progetti e kit negli anni 90), ho deciso di (ri)mettere mano al saldatore (e non solo). Ho quindi ridisegnato lo stampato cercando di compattare al massimo le dimensioni ottimizzando i tracciati delle piste in funzione della componentistica utilizzata, anche lo schema elettrico è stato modificato sulla base delle indicazione di Maltese con qualche ulteriore ritocco, come l"aggiunta di un generatore di corrente a Fet sullo stadio di ingresso e l"utilizzo del transistor al posto del diodo nello specchio di corrente del secondo stadio. La componentistica è di ottima qualità, ma niente di particolarmente "esoterico" Ovviamente ho fatto il maquillage anche al layout, al cablaggio e al contenitore cercando di ottimizzare al meglio lo spazio e conferire al tutto una certa " gradevolezza estetica". Il risultato finale è, per il sottoscritto, ampiamente soddisfacente. Essendo la mia " la scoperta dell"acqua calda" ho messo a disposizione lo schema elettrico. Chi eventualmente volesse ulteriori indicazioni o informazioni può tranquillamente contattarmi via e-mail. Solo un paio di consigli per chi volesse cimentarsi in qualcosa di simile: curate maniacalmente il layout del circuito stampato con piste corte, poco contorte, con la massa di segnale separata da quella di potenza(vedi gli articoli citati di Costruire HIFI) e non lesinate sull'alimentatore (trasformatore e condensatori di filtro), sono osservazioni valide sempre ma in particolare quando si utilizzano i mosfet. I J50/K135 difficilmente reperibili possono essere sostituiti con gli equivalenti in contenitore plastico J162/K1058.

SCHEDA FOTOGRAFICA:












IMPRESSIONI:
Molto positive, il miglioramento rispetto al finale "originale" è, a mio giudizio, consistente. Quello che colpisce maggiormente è una certa raffinatezza, ossia la capacità, fin dai bassi livelli di ascolto, di produrre un suono corposo e dinamico ma mai debordante o sguaiato. Il che, per un ampli da circa 180 Watt su 4 Ohm, non è poco.

Articolo di: Maurizio mail: catodico@teletu.it
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