Autocostruzione
Vertigo Munis


Di cosa si tratta: Vertigo Munis - diffusori bookshelf due vie

DESCRIZIONE:
Sin da ragazzo sono stato attratto dal mondo della musica e dell"alta fedeltà, e spesso con gli amici più cari si faceva a gara a chi avesse "l"impianto stereo" più performante e potente. Con l"età la mera potenza ha lasciato il posto alla qualità della musica, e i vecchi apparecchi sono stati sostituiti da componenti più specificatamente hi-fi. Ma l"idea che da sempre mi ha solleticato è stata quella dell"autocostruzione dei diffusori, più che altro perché mi avrebbe permesso di riunire l"hobby del bricolage alla voglia di ascoltare buona musica senza troppi compromessi. Mi sono ritrovato quindi con due coppie di altoparlanti Ciare (HW 162 e HT 264) primissimo tentativo di autocostruirmi i diffusori H04.1 di Ciare. Il progetto non è mai partito a causa dell"oggettiva "possenza" di tali cabinet e così ho iniziato a fare il filo invece a dei diffusori molto più eleganti e slanciati: i Vertigo Plus con componenti Scan Speak. Ritenendo però la costruzione di tali cabinet piuttosto complessa nonché un po" fuori portata per il prezzo dei componenti, ho cercato di salvare come si suol dire capra e cavoli, provando ad utilizzare i diffusori in mio possesso e studiando il modo di avere una linea piacevole stile Vertigo ma con un progetto più semplice da realizzare. Mi sono quindi imbattuto nel progetto TNT Munis, dei diffusori bookshelf due vie che guarda caso montano proprio i componenti Ciare che avevo in casa. Ho quindi, salvaguardando il volume interno, modificato ad arte i cabinet in modo da eliminare la classica forma a parallellepido per adottare quella obliqua e rastremata a me tanto gradita. Ho quindi utilizzato come da progetto dell"MDF da 19mm, non prima di aver ben bene messo su carta l"esatta forma e dimensioni dei vari lati dei cabinet. I disegni sono stati fondamentali in quanto nell"acquisto di pannelli già tagliati, occorreva comunque tenere in considerazione il fatto che quelli laterali fossero poi da tagliare obliquamente e che praticamente in tutti gli altri occorresse intervenire con tagli da 7° sui lati di costa. Ho iniziato col seghetto alternativo ma presto ho capito che per tagliare correttamente i pannelli sarebbe stata più indicata una buona sega circolare con tanto di binario guida. L"acquisto di tale accessorio è stato premiato dalla precisione dei tagli, e ancor di più dall"ottimo intervento in fase di rastrematura dei pannelli laterali, che come potete vedere presentano due diversi tagli a 45° e dall"andamento non parallelo al bordo del pannello. Tagliati, rastremati e incavati tutti i pannelli ho iniziato con l"incollaggio con colla vinilica a presa rapida, cercando di abbondare nella quantità: come recita il buon motto del bricoleur, "la miglior colla è quella che cola". Nel frattempo, seguendo dei consigli su un forum, mi sono autocostruito una guida-compasso per la fresatrice che mi avrebbe permesso di fare ad arte i tagli e gli incavi circolari per l"alloggiamento degli altoparlanti. Per il tubo reflex ho utilizzato, come da progetto, il tubo arancione in pvc da 63mm, accuratamente verniciato in nero per dare un tocco più "premium" al tutto. Le giunture interne sono state sigillate con un filo di "Colla Americana" della Saratoga. All"interno ho posizionato poi dell"antirombo in fogli autoadesivi, e come coibente acustico ho usato della lana acrilica "rubata" da un normalissimo cuscino. I filtri crossover sono stati di facile realizzazione, e per dare il tocco esoterico al progetto li ho configurati per un utilizzo biwiring, provvedendo ovviamente ad acquistare anche delle vaschette posteriori adatte al biwiring. Come cavo per il cablaggio ho deciso di darmi "una botta di vita" acquistando del cavo Van Den Hul adatto allo specifico scopo da 5? circa al metro. Infine la parte difficile: l"impiallacciatura! Ho trovato in un bricocenter del piallaccio di rovere della larghezza di 20cm e grazie al "santo Google" ho trovato un ottimo metodo per incollare con facilità il piallaccio senza fare particolari errori. Il metodo consiste nell"usare una colla alifatica prodotta in America, la Titebond e il ferro da stiro per far attivare la colla. Dopo qualche tentativo su pezzi da scarto per provare le giunture del piallaccio ho iniziato la fase di ricopertura vera e propria. Neanche a dirlo, le parti più rognose sono state quelle relative ai piccoli lati triangolari che caratterizzano i pannelli destro e sinistro dei cabinet. Nell"incavo degli altoparlanti ho infine provveduto ad incollare del nastro in spugna neoprenica che nonostante il nome altisonante altro non è che il comune nastro spugnoso che vendono nei bricocenter per eliminare gli spifferi dalle finestre. Sono passato quindi al montaggio degli altoparlanti, ricordando bene di collegare i tweeter in "opposizione di fase" così come da progetto. Al momento non ho ancora realizzato i pannelli anteriori in tela per la protezione degli altoparlanti, ma non appena mi verrà un"idea buona sulla forma li monterò e vi aggiornerò sul risultato. Terminati, i diffusori risultano davvero piacevoli alla vista, sia per la forma insolita che per la scelta dell"essenza Rovere, e ancor di più per la soddisfazione nel pensare che ho fatto "tutto da solo"; manca solo una cosa... il nome! Pensando che il progetto originale era "TNT Munis" e che hanno tratto ispirazione dalle "Vertigo Plus", questo connubbio non poteva che chiamarsi : "Vertigo Munis". Per finire, vogliamo parlare di costi? 150? gli altoparlanti, 30? il legno, 35? l"antirombo, 30? il piallaccio, 20? il cavo, 15? i filtri, 20? tra tubi, cuscino, colla etc: Totale 300?

SCHEDA FOTOGRAFICA:
IMPRESSIONI:
Ma adesso dobbiamo passare all"ascolto! L"ascolto è stato effettuato con un ampli Rotel RA-02, un ampli piccolino ma che si è pregiato comunque del premio "Best Product EISA Audio Awards 2003-2004 Hi-Fi and General Audio." Il lettore CD invece un normalissimo lettore Philips "sanza infamia e sanza lodo". Per i cavi audio ho utilizzato degli Hama superschermati e con connettori RCA dorati mentre come cavi di potenza ho provveduto a costruirmi i TNT Star, cavi a quanto pare tanto economici quanto efficienti. Per la prova mi sono basato su generi diversi, dalla fusion, al rock, al pop cercando di seguire i miei gusti musicali. Ho iniziato quindi con un CD degli Special EFX, "Masterpiece" ed in particolare la traccia n.2, "Speak to me", che mi ha sempre conquistato per il basso e la scena sonora. I diffusori sono stati capaci di rendere in modo realistico la "rotondità" dei bassi di questo brano e anche la scena sonora è stata resa in modo credibile. Poi si è passati ad un CD degli Yellowjackets, "Greenhouse". La traccia interessata è la n.10, "Peace" che offre la possibilità di sentire la resa alle alte frequenze. Il brano è una "ballad" eseguita da un pianoforte che si alterna ad un sax, entrambi accompagnati da una ritmica leggera interamente eseguita sui piatti Crash e Ride della batteria. La scena sonora di questo brano è molto ampia ed è stata ben riproposta dai diffusori e anche le frequenze alte sono state riprodotte accuratamente anche se un pelino in secondo piano rispetto alle frequenze più basse. Il CD seguente è dei Pink Floyd, "The division bell", scelto anche perchè a mio avviso masterizzato con estrema cura e fedeltà. Anche in questo caso la scena sonora è stata resa correttamente, la tridimensionalità è stata accuratamente rispettata, e le frequenze rese in modo realistico sebbene anche stavolta ho avuto l"impressione che i bassi fossero più evidenti rispetto agli acuti. Evidentemente il progetto bass-reflex ha dato più enfasi alle frequenza inferiori mentre la doppia resistenza a monte del tweeter ha limitato il guadagno di quest"ultimo. Tutto sommato però il risultato è più che gradevole e solo un orecchio fine riesce ad avvertire questo leggero disallineamento. Ho voluto finire la prova audio con dei brani dal gusto più specificatamente Pop-Rock / Indie, quali "LSF" dei Kasabian, "Nth degree" dei Morningwood, "Dice" di Finley Quaye e "Valentine" dei Delays. Anche stavolta le prove sono state superate egregiamente da questi diffusori piccoli, ma a quanto pare dotati di una personalità esuberante. Amici audiofili che hanno avuto modo di ascoltarli mi hanno confessato che sia come resa acustica che come bellezza intrinseca reggono tranquillamente il confronto con prodotti da 1000, 1500 euro. Posso ritenermi più che soddisfatto!

Articolo di: Tuccio Rapisarda mail: nicebaby@inwind.it
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