Autocostruzione
Amplificatore integrato clas.D autocostruito Ribby


Di cosa si tratta: Amplificatore classe D su base scheda FENICE100.

DESCRIZIONE:
Ciao a tutti; Vorrei descrivere la realizzazione di un amplificatore integrato in classe T basato sul chip della Tripath TA2022 ed installato su scheda FENICE100; che ho deciso di chiamare RIBBY I. La mia catena audio attuale non è propriamente Hi-end; è costituita da una amplificatore anni "80 Yamaha (AX-540) un DCC Philips; un sintonizzatore; un DVD della KISS (DP-558) ed un CD di classe economica della KEENWOOD; i diffusori però sono dei B&W modello CDM7. L"inizio: Tutto è nato nell"autunno scorso quando un amico, audifilo incallito di vecchia data mi dice: Ho visto su TNT audio la recensione di un oggettino che, inserito in catene audio anche di alto livello, ha lasciato di stucco l"ascoltatore..Si trattava del T-Amp. Da quel giorno ho cominciato a documentarmi ed a visionare i primi tweaking del T-amp ma nello stesso tempo andando oltre e considerare qualcosa di più "sostanzioso" soprattutto nella potenza nominale d"uscita in relazione al mio ambiente di ascolto. Così le ricerche mi hanno portato alla FENICE100; mancava soltanto il modo di approvvigionarsi di tale scheda ed iniziare a provarla per valutarne le prestazioni audio ed i commenti entusiastici che giravano in rete per questo amplificatore. Le prove: Giunge così il periodo della mostra scambio di Novegro (MI) ove tramite il cortese Sig. Bruno (S3Shop.it) riesco ad acquistare una FENICE100, un trafo Toroidale ed un alimentatore stabilizzato che mi permettono di provare da subito le qualità sonore di questo integrato. Ho collegato così la FENICE100 al DVD testando sia audio che video (sempre 2 canali) ed effettivamente sono rimasto molto soddisfatto dal suono che tale apparecchietto riusciva a ricreare, chiaramente partendo dal riferimento dell"ampli Yamaha di cui sopra. La realizzazione: Dopo circa 1 mese d"ascolto decido così di costruire attorno alla scheda un amplificatore integrato a tutti gli effetti e per questo mi sono rivolto alla competenza e cortesia del Sig. Mauro (Audiokit.it) che mi ha fornito i connettori, potenziometro, commutatore, case, manopole, ecc. Effettuata una nuova ricerca in rete relativamente allo stadio di alimentazione, per valutare di migliorare il circuito, comunque buono, di S3shop mi sono imbattuto nel sito di Marco (moxied.com) che una volta contattato, mi ha fornito un trafo toroidale da 300VA ed il PCB della parte alimentazione basato su uno stadio di raddrizzamento e filtraggio doppio (per i dettagli riferirsi al suo sito). Una volta reperiti i relativi componenti elettronici (che fatica) ed assemblato il tutto riprovo l"ascolto ed ecco che anche le frequenze medio-basse risultano più presenti ed i bassi più corposi. Nel frattempo trovo 2 Vu-Meter analogici tra i componenti elettronici che ho in casa e mi viene l"idea di inserirli nel progetto; da qui la lunga ricerca di uno stadio di pilotaggio che mi permetta di avere una sensibilità degli stessi elevata anche a basso volume, così passando da circuiti realizzati su basetta di prova, ma senza risultati; trovo la soluzione con un kit di Nuova Elettronica (LX. 299) su consiglio del Sig. Damiano e tramite il vs. forum. Una volta approvvigionati tutti i componenti eseguo alcune simulazioni in autocad per il posizionamento delle varie schede ed il disegno delle forature dei comandi frontali sulla bella piastra di alluminio satinato che, grazie all"amico Miki, trova la realizzazione finale che si può vedere nelle foto. La parte meccanica, relativamente al rimando dei comandi sul retro tramite aste in bachelite mi impegna per qualche sera; considerato anche il fatto che devo riportare le forature dei comandi anche nel controtelaio che mantengo anche come supporto all"illuminazione dei Vu-meter (n.4 led bianchi per ognuno). Infine realizzo in circa una giornata tutti i collegamenti interni; questi avevo pensato di realizzarli in maniera più razionale ma non volendo rubare altro tempo alla mia famiglia e soprattutto con sempre più voglia di finire il tutto per passare alla parte d"ascolto sono usciti come si può vedere nelle foto. Costo indicativo della realizzazione dell"apparecchio 650,00 ?. Alberto

SCHEDA FOTOGRAFICA:








IMPRESSIONI:
Prova d"ascolto a cura dell"amico Alberto: Ribby I VS Yamaha Ho ascoltato il nuovo amplificatore nell"impianto di Alberto (siamo omonimi) che conoscevo superficialmente per averlo sentito poche volte, pertanto mi sono prestato alla prova senza pregiudizi sul suono. Inizialmente era già collegato il nuovo ampli e quindi l" ho potuto ascoltare da subito, per comodità cercherò di elencare alcune impressioni sul suono. Timbrica: il suono tende ai colori pastello e gli strumenti e i cantanti pur avendo una loro collocazione nello spazio risultano eterei, il suono risulta così, chiaro, i medi sono comunque godibili e gli alti pur ben presenti risultano mai affaticanti, la porzione bassa invece sconta probabilmente l" accoppiamento diffusori ambiente, e pur presente non brilla per immanenza, infatti pur essendo le B&W dei diffusori a torre sono immersi in un ambiente fin troppo grande rispetto alle loro peculiarità. Scena: complice l"ambiente molto grande la scena risulta da subito giustamente dilatata in orizzontale ed in verticale anche se i cantanti risultano leggermente più bassi del dovuto, la profondità è sufficiente anche se non eccezionale. Dinamica: buona la propensione dinamica di questo ampli devo dire che è la cosa che mi è piaciuta di più, ben stoppati i colpi di percussioni , ottimo il trattamento delle voci, non è mai in affanno neppure con volumi davvero alti. Godibilità: in generale davvero buona la musica scorre e si lascia ascoltare senza fastidi. Dopo quanto scritto veniamo al confronto con lo Yamaha, lo dico subito a scanso di equivoci Il vecchio giapponese è stato messo da subito alle corde per manifesta inferiorità tant"è che dopo due soli brani abbiamo rimesso il nuovo ampli , comunque: Timbrica: mi devo ripetere con quanto già espresso prima, dunque è un aspetto peculiare del resto d"impianto (diffusori/ambiente soprattutto) solo che qui è tutto più confuso e alcuni strumenti soprattutto pianoforte e batteria non sembrano neppure gli stessi, gli alti sovrastano e a volte diventano fastidiosi non tanto per metallicità (grazie "vecchie" B&W) quanto per quantità, di converso i bassi sono quasi spariti, sembra di avere di fronte dei microdiffusori, e soffrono di estrema timidezza, si riscatta parzialmente la gamma media. Scena: la debaclè avviene su di uno degli aspetti secondo me più godibili di un impianto HI-FI, la scena crolla in tutte le dimensioni, i suoni spesso escono direttamente dai diffusori, le voci decidono di volta in volta da quale lato fuoriuscire, non andiamo oltre. Dinamica: anche a medio volume il pur, sulla carta , più potente Yamaha, suona asfittico sembra in difficoltà nella gestione della dinamica su tutto lo spettro. Considerazioni finali. Rileggendo le note mi sono accorto di essere stato un poco brutale con lo Yamaha, che è comunque un amplificatore con molti anni sul groppone e dal costo, non impegnativo in assoluto , anche se non certo economico, c"è però da dire che l"amplificatore provato avrebbe comunque un costo di mercato abbastanza superiore, nulla a che vedere con il T-Amp. Mi ripropongo di provarlo nel mio impianto di casa prima di dare un soggettivo giudizio definitivo, ringrazio nel frattempo l"amico Alberto per avermi ospitato e dato l"opportunità per la prima volta di ascoltare seriamente un" amplificatore in classe D . 2° tempo Rybbi I vs McIntosh MA6800 Con molta curiosità ci siamo apprestati a provare il nuovo amplificatore con un impianto, almeno sulla carta , di categoria superiore, cioè quello che meglio conosco, il mio. CD Primare D20 Cavo di segnale Audioquest Lapis semibilanciato Cavo di potenza VDH revolution Diffusori Tannoy Edinburgh TW (quelli con la sospensione in gomma, per capirci) Discografia varia a piacere. Abbiamo iniziato ascoltando da subito il Ribby I che pare sin da subito trovarsi a proprio agio con le Tannoy il suono è corretto e la scena sonora è ben proporzionata anche se da subito viene messa in luce, come già era successo con la prova precedente, una certa difficoltà a riprodurre la verticale della scena che risulta leggermente schiacciata, nulla di preoccupante comunque. Timbrica : il suono è materico anche se i bassi non mi convincono fino in fondo, la musica è godibile e viene a galla l" ottima propensione di questo ampli a rimanere sempre gradevole, anche nei picchi piu alti non strilla come accade anche ad amplificatori, ascoltati, più costosi, quasi come se avesse una sorta di distorsione addolcita. Il medio è gradevole e le voci si lasciano ben apprezzare, si evidenziano chiaramente le differenze tra le varie incisioni, il suono globalmente tende al chiaro. Scena: della scena ho gia detto l" unico vero neo è dovuto allo schiacciamento verticale , gli strumenti sono ben collocati sul fronte ed in profondità, solo con grandi masse orchestrali si evidenzia una certa difficoltà dell"amplificatore a gestire i diffusori, che amano i watt. Dinamica: buona la dinamica come già avevo sottolineato nella prova precedente, in questo caso complici i diffusori vi è anche maggiore maestosità. Finita la prova abbiamo rimesso il Mac e ascoltato le stesse tracce anche se non nella stessa sequenza anche perché abbiamo scelto la musica al momento e ascoltato ciò che ci piaceva di più. Anche in questo caso do subito le valutazioni finali, nonostante ciò che avevo letto in internet, note entusiastiche di chi ha sostituito il proprio costoso amplificatore con il famoso T-Amp, devo dire che il MAC si è comportato globalmente meglio che la classe D, che correttamente dovrebbe essere confrontato con un amplificatore più alla sua portata, per la mia esperienza, nella fascia di prezzo tra i 1000 e i 2000 euro, direi. Timbrica: si nota subito la maggiore finezza della grana, migliore controllo e presenza dei bassi, medio- bassi, la voce e gli strumenti paiono da subito più realistici e il tutto risulta più raffinato e godibile, le note assumono più colore come se fossero tornate parte delle armoniche che prima si erano perse. Scena: tutto torna nelle giuste proporzioni la scena è nelle tre dimensioni più dilatata e corretta, i cantanti riassumono la loro altezza realistica, il fuoco è di molto migliorato e i piani sonori sono meglio focalizzati. Dinamica: qui si conferma la superiorità del MAC, la dinamica, complici i diffusori, è ottima , i colpi delle percussioni, ben registrate, sono davvero godibili, unico limite, se lo vogliamo chiamare così, è una certa mancanza di "cattiveria "con i generi più violenti, alla Klipsh per intendersi. P.S. a scanso di equivoci, tutte le note riportate sono strettamente soggettive e relative alla comparazione tra gli apparecchi citati, non vanno lette quindi come assolute; a volte sono citate a memoria alcune impressioni su di altri oggetti conosciuti, ma non messi a confronto diretto, tali impressioni che ho cercato di limitare, fatte a distanza di tempo,sono da prendersi comunque "con le pinze". Alberto & Alberto

Articolo di: Alberto mail: albefux@virgilio.it
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